I contributi statali per l'editoria non saranno interrotti per i giornali di partito e le altre testate storiche che ora li ricevono. Lo ha assicurato il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, in una telefonata al presidente della Camera Gianfranco Fini, nel cui studio stava incontrando i direttori del Secolo d'Italia, Flavia Perina, de l'Unità, Concita De Gregorio, di Europa, Stefano Menichini, e di Liberazione, Dino Greco.
La Finanziaria conferma i contributi, ma mentre in passato erano assegnati in base a diritti soggettivi delle testate, nel 2010 verranno concessi dal ministero. Ma come hanno spiegato alcuni direttori, il problema nasce proprio da questo: le banche non presteranno più denaro ai giornali se il finanziamento pubblico non nasce più da un diritto soggettivo proprio, ma da una concessione del ministero. «Tremonti ha assicurato che interverrà per via legislativa: nel decreto Milleproroghe di fine anno o nel decreto Sviluppo che verrà emanato ai primi di gennaio», ha spiegato Menichini. Tremonti ha convenuto «che ci sono testate che non hanno alcuna ragion d'essere se non prendere il finanziamento pubblico», ha reso noto De Gregorio. I quattro direttori hanno invitato quindi a fare un discrimine tra le testate storico-culturali da quelle fantasma.