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Un pool di magistrati per i delitti degli anni di piombo |
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Non sarebbero dovuti sopravvivere ai figli. E l’amarezza che li indebolisce è mista alla rabbia che li tiene in vita. Per quest’ultima chiedono ancora giustizia, per questo ieri erano lì fianco a fianco, al ministero di Grazia e Giustizia, perché se un tempo avevano ragazzi che si definivano rossi o neri, per loro oramai «la morte non ha colore», queste le parole della mamma di Valerio Verbano, il giovane studente di sinistra, ucciso nella sua casa a Roma il 22 febbraio 1980.
«Siamo tutti, destra o sinistra, vittime della violenza. Speriamo che tutti facciano quello che hanno promesso e si diano da fare. Il ministro Alfano ce l’ha promesso e io ho fiducia». Con lei, oltre al sindaco Gianni Alemanno che ha organizzato l’incontro col ministro Alfano e all’ex primo cittadino Walter Veltroni («siamo qui uniti per ricostruire insieme la memoria di quegli anni»), una delegazione dei familiari delle vittime della violenza politica a Roma, tra gli anni ‘70 e ‘80, i cui casi sono a tutt’oggi irrisolti.
«Un passo importante», il commento di Giampaolo Mattei, fratello di Stefano e Virgilio, i figli del segretario della sezione Msi morti nella notte del 16 aprile 1973 nel rogo di Primavalle: «Finalmente si stanno sensibilizzando le istituzioni. Per risolvere questi omicidi solo la politica può dare una mano, noi familiari ci siamo scontrati con un muro di gomma. Ora abbiamo anche chiesto di avvalersi delle nuove tecnologie come avvenuto per via Poma». Una speranza condivisa da Liliana, la madre di Paolo Di Nella, giovane militante del Fronte della Gioventù ucciso tra il 2 e il 3 febbraio del 1983 con una sprangata in testa mentre affiggeva manifesti, che ha ricordato: «Mio figlio era un grandissimo amico di Alemanno. Spero che da questo incontro arrivi la giustizia che aspettiamo». Presenti anche la sorella di Mario Zicchieri, i familiari di Angelo Mancia, il padre di Walter Rossi, l’assessore della Provincia Massimiliano Smeriglio.
«Abbiamo accolto la proposta di un pool di magistrati per un’unica grande inchiesta sugli anni di piombo a Roma - ha detto al termine Gianni Alemanno - ci sono troppe vittime impunite che non hanno avuto giustizia. E ci sono dossier che probabilmente non sono stati incrociati per arrivare a un’unica verità. Sono ben 19 le vittime il cui assassinio è rimasto impunito: 11 di destra, 6 di sinistra e 2 scambi di persona». Il sindaco ha pure manifestato la necessità di «un’unica grande inchiesta rivolta ai cattivi maestri di quegli anni».
E un «coordinamento unico tra le inchieste in corso nella visione di un’unità funzionale, poichè si tratta di casi che hanno un’unità storica, cronologica e politica tale da giustificare l’unità processuale» è quanto chiederà Angelino Alfano: «Per cogliere questa occasione straordinaria, in cui la richiesta di verità è stata espressa con dignità, scevra da intenti di rivalsa o vendetta, oggi stesso chiederò un incontro al Procuratore della Repubblica di Roma, Giovanni Ferrara, e al Presidente del Tribunale, Paolo De Fiore. Questa grande partita di verità vede uno Stato inteso come alleato e una squadra, composta da maggioranza e opposizione, da governi e cittadini di ieri, oggi e domani, all’interno della quale anche i magistrati svolgono un ruolo essenziale». Continuare a cercare «chi l’ha fatta franca» chiede il ministro della Gioventù, Giorgia Meloni e «mi dispiace che alcuni governi stranieri, esempio il Brasile, si stiano rendendo complici di vili assassini».
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Postato il Monday, 01 March @ 20:20:18 CET di canesecco |
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