Online Il Tricolore di Maggio 2010

 

     

 


Scarica gratuitamente
la tua copia

 

 

 

 

 

Menu

 

     

 

Home
Album Tricolore
Archivio News
Ass. Cult. Il Tricolore
Cerca nelle News
Chi Siamo
Collegamenti
Contattaci
Giornali & Opuscoli
Inserisci notizie
Leggi
Redazione
Segnalaci
Sondaggi
Statistiche

Account
Forum
Lista Utenti

 

 

 

 

 

Sondaggio

 

     

 

Cosa vorresti da questa testata?

Una web-tv
Una web-radio
Un settimanale
Va bene cosė
Non saprei



Risultati
Sondaggi

Voti 317

 

 

 

 

Notizie dalla Redazione PdL, o si fa il partito o si muore  
    «La situazione politica italiana è in costante fermento». Ai più potrebbe sembrare un’analisi azzeccata, in realtà la stagnazione del sistema Italia nel complesso è preoccupante. Se si escludono lotte intestine, alchimie politiche, tatticismi bizantini, il resto del panorama politico è impantanato in un bipolarismo mai completamente maturato e in un ipotetico bipartitismo abortito sul nascere. In questo scenario la crisi identitaria ed organizzativa dei due principali partiti italiani appare scontata e di difficile soluzione.

Abbiamo criticato aspramente il processo che portò alla nascita del Partito democratico, frutto della fusione a freddo degli apparati dirigenti dei Ds e della Margherita, operazione mai digerita dalla base il cui appeal elettorale è sempre stato al di sotto delle aspettative; nel contempo abbiamo salutato con grande entusiasmo la nascita del Popolo della Libertà, il partito nuovo fondato con l’ambizione e la consapevolezza di dover guidare l’Italia fuori dalle secche della stagnazione sociale ed economica verso una nuova Rivoluzione conservatrice. Sul Pd non abbiamo sbagliato, non vorremmo mai che la nostra previsione si rilevasse errata per quanto riguarda il futuro del Pdl.

A più di un anno dalla nascita ufficiale – celebrata in un grande e plebiscitario congresso con migliaia di delegati – il Pdl marca decisamente il passo; al di là delle ripetute e costanti vittorie elettorali – senza ombra di dubbio ottenute per lo più grazie all’impegno in prima persona del leader indiscusso del centrodestra Silvio Berlusconi – il partito in quanto tale stenta a decollare.

Quando dalle colonne di questo giornale pensavamo ad un rassemblement delle forze del centrodestra ed immaginavamo il percorso del nuovo grande soggetto del centrodestra, ponevamo sempre l’accento su un aspetto essenziale per la buona riuscita dell’ambizioso progetto: la forma partito. Se vogliamo che il Pdl sopravviva al suo fondatore e leader, Silvio Berlusconi, allora è necessario passare dalla forma «comitato elettorale permanente» a quella di partito organizzato e strutturato sui territori.

Ecco, il nodo è tutto qui. La domanda da porsi è semplice: i dirigenti del Pdl credono realmente in questo progetto? Vogliono fortemente questo grande partito nuovo, oppure hanno come unico scopo il mantenimento delle rendite di posizione derivanti dal ricoprire ruoli di primo piano in un partito che aspira a soglie ben al di sopra del 40%? Eccolo il quesito che sta a monte di qualsiasi ragionamento, che va al di là di qualsiasi forzatura ideale e contrapposizione organizzativa. Permettetemi una nota di ottimismo: voglio credere che la volontà ci sia e la maggioranza della classe dirigente creda fortemente nel futuro del Pdl. Allora possiamo analizzare più a fondo i mali di questo partito.

Dicevamo «partito organizzato e strutturato sui territori»; questo ultimo aspetto è quello essenziale, è qui che ci giochiamo le fortune politiche dei prossimi anni. In un’Italia che si vuole sempre più federalista, i territori assumeranno sempre maggiori poteri ed il proprio ruolo decisionale verrà fortemente potenziato; questo significa che le future classi dirigenti torneranno a formarsi sui territori, si faranno le ossa tra i banchi dei consigli comunali, provinciali e regionali; assemblee che saranno chiamate (molto più di oggi) a prendere decisioni che incideranno profondamente e con sempre maggiore raggio d’azione nella vita quotidiana dei cittadini. Ecco che un partito territorialmente forte e radicato potrà competere al meglio in uno scenario di questo tipo. D’altronde in Italia un modello partito così fatto ce l’abbiamo, e si è dimostrato assolutamente vincente: la Lega nord, capace di rappresentare come nessun altro le istanze dei territori in cui governa, capace in pochi anni di allevare una classe dirigente giovane, preparata, dinamica e vincente, distante anni luce dallo stereotipo finto-leghista del celodurismo imperante.

Questa è una sfida decisiva, ma prima dell’aspetto organizzativo ed anche prima della forma-partito, il Popolo della Libertà deve chiarire se vuole essere realmente un partito nuovo o si vuole limitare ad essere la semplice risultante della formula An+FI. Definire una propria identità politica, culturale e valoriale, non limitarsi a seguire una semplice piattaforma programmatica dettata dalle necessità imposte dal sostenere l’azione governativa, azione buona e giusta ma decisamente dal respiro cortissimo per un partito che mira a guidare il futuro dell’Italia per i prossimi anni, o decenni.

Eccola la sfida, e come spesso accade è di quelle decisive per il futuro della nostra nazione. E allora bisogna avere il coraggio di portare a compimento quella che all’inizio sembrava un’idea folle e fragile allo stesso tempo: dare un’anima ed un corpo ben definito a questo Popolo, celebrare congressi territoriali subito e magari una grande conferenza programmatica nazionale per definire appunto l’anima del partito.

O si fa questo (e in fretta) oppure sarebbe meglio accettare l’idea che il Pdl non è niente più di un cartello elettorale, ottimo per prendere voti, meno per cambiare il volto dell’Italia nei prossimi decenni. E magari chissà, più di qualcuno potrebbe perfino pentirsi di aver lasciato la casa madre, oppure lo ha già fatto.

Noi no, noi crediamo ancora che le idee possano trasformarsi in azioni, e siamo certi che come noi tanti credono nel futuro del Popolo della Libertà. Bisogna avere il coraggio di assumersi la responsabilità delle proprie scelte. Noi l’abbiamo fatto da un pezzo… Che possa essere da stimolo.


Davide Basilicata
Il Tricolore
Maggio 2010
 
     
  Postato il Tuesday, 01 June @ 23:05:16 CEST di canesecco  
   
 

 

Links Correlati

 

     

 

· La Redazione
· Inoltre Notizie dalla Redazione
· News by canesecco


Articolo più letto relativo a Notizie dalla Redazione:
Onore ad Ettore Muti

 

 

 

 

 

Article Rating

 

     

 

Average Score: 0
Voti: 0

Please take a second and vote for this article:

Excellent
Very Good
Good
Regular
Bad

 

 

 

 

 

Opzioni

 

     

 


 Pagina Stampabile Pagina Stampabile

 

 

 

 

Associated Topics

Notizie dalla RedazioneRisorse tricolori

 
Registrato presso il Tribunale di Rieti con autorizzazione n. 2/2002 | Per una corretta visualizzazione usare Firefox 3.x
Piattaforma www.phpnuke.org | Tema originale Deep Blue adattato per ilTricolore.org