
"Il ddl sulle comunità giovanili poteva trasformare in realtà i sogni di tanti ragazzi", dichiara il Modavi, movimento delle associazioni di volontariato italiano. "Pensare che non sia necessario incrementare e migliorare la qualità dei luoghi d'aggregazione giovanile presenti oggi in Italia, è ipocrisia pura e pericolosa. Poteva essere un bel giorno per i giovani italiani, per dare loro la possibilità di incontrarsi con coetanei e dare forma e vita alla naturale creatività, invece si è rivelata soltanto l'ennesima occasione sprecata".
"Non è un bel messaggio ciò che è stato detto all'interno della Camera dei deputati: alla definizione di bamboccioni dello scorso governo si aggiunge quella ancor peggiore di bamboccioni gruppettari da parte di esponenti politici dell'attuale maggioranza che, tra l'altro, svelano nel loro parlare una colpevole superficialità circa la legislazione che disciplina il mondo dell'associazionismo. Da chi ha aspramente criticato questo ddl, definendolo inutile e di nicchia, emerge non tanto la volontà di perfezionarne il testo ma quella di bloccare in partenza uno strumento tanto atteso da quei ragazzi che ogni giorno dedicano se stessi al volontariato ed alla propria comunità. Questo è il vanto dell'Italia che funziona, ancora una volta insultato ingiustamente ed aprioristicamente. Ci auguriamo che il Parlamento possa presto dare rimedio a questa battuta d'arresto con un iter celere in Commissione e con la trasformazione del ddl sulle comunità giovanili in legge dello Stato", conclude il Modavi.
"Mi sento di condividere l'analisi del mio predecessore Luca Bergamo sulle pagine de L'Unità di ieri secondo il quale il provvedimento sulle comunità giovanili è uno strumento che darebbe ossigeno al mondo dell'associazionismo giovanile, in maniera trasversale e condivisa, secondo un principio di responsabilizzazione e autonomia del mondo giovanile difficilmente negoziabile". Lo dichiara il direttore generale dell'Agenzia nazionale per i giovani Paolo Di Caro, che sottolinea: "Le divisioni che hanno portato al rinvio in commissione sono un danno gravissimo all'esigenza di spazi di crescita per le giovani generazioni e a una auspicabile attenzione per la galassia del volontariato e dell'associazionismo che opera spesso in condizioni difficili".
"Il ddl Meloni sulle comunità giovanili rappresenta un punto di partenza irrinunciabile per concepire forme di aggregazione giovanile all'interno delle quali si consenta ai ragazzi di sperimentare e crescere insieme, in realtà urbane sempre più sclerotizzate e chiuse: mi auguro, come sembrava stesse accadendo in Aula, che su questo provvedimento ci possa essere celermente un consenso trasversale che dia un segnale a una generazione che merita molto di più che le divisioni odierne su un provvedimento giusto e atteso da tempo", aggiunge.